Mese: Luglio 2020

Cari lettori, oggi io e Sabry vi parliamo di Ci pensa il cielo di Liliana Onori, seguito di “Come il sole di mezzanotte”. Una lettura condivisa anche con la piccola Silente!

Autore: Liliana Onori

Pagine: 428

Genere: Narrativa, Storico, Romance

Editore: Librosì Edizioni

Data di pubblicazione:  Marzo 2018

Trama: Irlanda, primi del 1900. Hope, ragazza ribelle di una famiglia nobile entra a far parte del movimento delle suffragette. Coraggiosa ma inesperta, stringe una pericolosa amicizia con l’attivista Ashling, mentre si innamorerà del suo stesso nemico, Jude il poliziotto bello e orgoglioso incaricato dal governo di sedare le ribelli. Ma il destino ha in serbo per la tenace Hope altre sorprese, il mare riporta a casa un fantasma del passato, di un amore che non è stato dimenticato. “Ci pensa il cielo” è l’atteso sequel di “Come il sole di mezzanotte” e ci riporta indietro nel tempo e nello spazio per farci vivere un’altra intensa storia d’amore e di passioni.


«Erano passati sessant’anni da quell’estate in cui era diventata una suffragetta e aveva conosciuto Jude.»

Dopo un balzo temporale di vent’anni dagli eventi di “Come il sole di mezzanotte”, ci ritroviamo a leggere delle eroiche gesta della piccola grande Hope, la figlia di Anna e William. La lotta delle suffragette per i diritti delle donne è il punto focale attorno al quale ruota tutto il romanzo: è per questa lotta che tutti i protagonisti si incontrano e si scontrano. Hope ha in sé la forza, la bellezza e la caparbietà di sua madre Anna e, nonostante la condizione agiata in cui è nata e cresciuta, sente il profondo bisogno di emanciparsi dal costume dell’epoca – di diventare donna-persona e non più donna-oggetto. Questo la porta ad unirsi al movimento delle suffragette, capitanate da Ashling, e a scontrarsi con il capo della polizia, Jude.

«Io credo che dobbiamo cercare di dare un significato alla nostra vita, di darle un senso. Dobbiamo portare giustizia lì dove c’è disparità, vegliare su chi è debole e magari essere di ispirazione affinché anche altri proseguano con gli stessi ideali. Ci sono persone che hanno bisogno di aiuto, Jude.» gli piacque sentirla pronunciare il suo nome. «Di un tipo di aiuto che non si può comprare. Un aiuto umano, civile. È una cosa importante. Riesci a capirlo?»

Liliana dà voce a dei temi ancora oggi essenziali e spesso dimenticati: l’uguaglianza, i diritti, la difesa delle donne, che sulla carta previsti e tutelati in tutto il mondo ma che, nella pratica di tutti i giorni, quasi non esistono. Possiamo votare, possiamo lavorare, ma se qualcuno vuole farci del male noi “ce la siamo cercata” e lui “è una brava persona che ha sbagliato solo una volta”. Viviamo in questo mondo che è stato cambiato, sì, ma che ha ancora bisogno di cambiare. E sono felice che sia stata Liliana Onori a trattare questo tema, perché i suoi personaggi sono profondi, mai banali, indipendenti e coerenti, che non svendono la loro personalità per far funzionare la trama; l’autrice, inoltre, possiede una sensibilità ma anche una scrittura incisiva ed avvincente, capace di smuovere il lettore e fargli provare tantissime emozioni diverse.

Il romanzo ha forse meno forza rispetto al primo, in cui mi sono ritrovata a piangere con Anna e a provare le sue stesse emozioni grazie alla meravigliosa penna di Liliana Onori. È anche vero che, al contrario di “Come il sole di mezzanotte” che faceva dell’amore l’ingrediente principale, il romanzo si concentra più sull’aspetto sociale della trama anziché sulla relazione tra i due protagonisti, Jude e Hope. Da una parte, infatti, abbiamo le lotte delle suffragette, dall’altra il ritorno a casa di Julian e il dramma familiare di Jude. Lo spazio per il romance, quindi, è minore ma ben dosato e ben mescolato agli altri elementi. Resta, comunque, un più che degno seguito a “Come il sole di mezzanotte”.

Come dice la mia Partner, l’autrice si concentra più sull’aspetto sociale che piuttosto che sul tema dell’amore in sé, a me questo non dispiace per niente perché mette in risalto le condizioni della donna in quel tempo. Anna e Julian ci avevano fatto sognare un amore di quelli che superano qualsiasi cosa, anche la morte; Hope e Jude ci mostrano un amore che nasce anche quando si è uno l’opposto dell’altra!

Lo stile di Liliana ci ha intrappolate nuovamente nella lettura e non siamo riuscite a staccarci dal romanzo sino a che non lo abbiamo finito. Poi se mi mettete Irlanda e marinai potete star certi che mi conquisterà!

È come se un fulmine l’avesse colpita alla nascita, rendendola speciale.(…) Quel fulmine, non l’ha colpita per caso. Hope non è nata per queste feste, ma per fare la differenza, e sta facendo di tutto per farla davvero.

Queste due si fanno chiamare bookblogger e poi hanno fatto aspettare la povera Liliana tantissimo tempo!

Ragazze ne avete di strada da fare!

Silente

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